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ASSISI Parco del Monte Subasio - Flora e Fauna del Subasio


Flora
Un paesaggio ricco e vario di vegetazione che in epoche non troppo remote ha subito alcune trasformazioni. Nella zona più bassa del parco, intorno a 600-700 metri c’e una marea di ulivi presente sul versante che da Assisi porta a Spello, nei dintorni di Costa Trex, Armenzano e San Giovanni e nella fascia che guarda Foligno. Le imponenti faggete, un tempo floride, ora per l’intervento dell’uomo sono relegate in spazi marginali, la più vasta è quella denominata Macchione. Interessante l’importante presenza di conifere (pini e abeti) e pascoli montani con una varietà importante di fiori e ginestre che nel periodo primaverile cambiano il colore del manto erboso sul Parco.

Da segnalare che dopo il medioevo si assiste ad un impoverimento delle varietà e quantità di vegetazione sul Subasio. L’opera vera di rimboschimento cominciò durante la 1° guerra Mondiale utilizzando i prigionieri austro-ungarici. Nel secondo dopoguerra l’opera della Corpo Forestale di Stato è stata fondamentale per il controllo, salvaguardia e i progetti che erano stati posti in essere.

La grande varietà di fiori e erbe aromatiche hanno accresciuto il valore di alcune interessanti manifestazioni tipo l’infiorata di Spello dove, il giorno del Corpus Domini, vengono costruiti dei veri dipinti utilizzando i soli fiori freschi, di cui il Subasio è estremamente ricco. Particolarmente apprezzato, nel periodo dell’ascensione, è il classico fiore del Subasio (narciso) caratterizzato da un dolce e intenso profumo, con un colore bianco-giallo pallido e venature centrali arancio (ora specie protetta).
Asparagi, ginepro, la malva e la cicoria sono solo alcune varietà che fanno parte della vegetazione spontanea utilizzate per impreziosire le innumerevoli specialità culinarie, di cui queste zone sono particolarmente ricche.

le macchie e la lecceta dell’Eremo delle carceri
Sulla sommità del Subasio ci sono boschi artificiali, all’inizio del ‘900 non c’erano alberi solo sassi. Solo la lecceta dell’Eremo benedettino è autoctono. Vi sono due faggete settentrionali sopra i 900 metri di quota: uno chiamato macchione (comune di Asssi); l’altra è la macchia di Pale.
Vicino all’abbazia delle carceri verso Abbazia S. Benedetto c’è la pineta dei prigionieri dove, nella guerra del ’15-18, fu piantato il pino nero dai prigionieri austro-ungarici.

Fauna
Non particolarmente ricca di animali e una cospicua presenza di rettili come il ‘Biacco’, la ‘Biscia’ e la ‘vipera’. Numerosa è la presenza di uccelli come il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il picchio muratore, pettirossi, usignoli, upupe, cinciallegre, fringuelli, cardellini.
Non è da molto tempo che si registra la presenza del cinghiale (anni’80) noto sconvolgitore di eco-sistemi che ha fatto quasi scomparire, in alcune zone, il tipico tartufo del Subasio. Inoltre sono da segnalare la volpe, l’istrice, le donnole, i tassi, caprioli, daini e cervi.

Per la fauna ittica la presenza è da segnalare solo lungo il fiume Tescio (delimita il territorio del Parco) dove negli ultimi anni è apparso il gambero di fiume segno della straordinaria limpidezza e purezza delle acque, visto che predilige le acque essenzialmente pulite.




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